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Farfalle di Piombo 
Bozzetti di Teatro e Musica per il Giorno della Memoria


FARFALLE DI PIOMBO

Bozzetti di Teatro e Musica per il Giorno della Memoria

Prossima rappresentazione:
domenica 22 gennaio 2017, oe 16.30. Garbagnate Milanese. Ingresso gratuito

Un viaggio  negli anni ’20 e ’30 fra comicità e dramma, fra teatro e musica. Il grottesco di Brecht e Weil, la comicità surreale di Valentin e la satira mordente e scanzonata di Petrolini, i proclami e le poesie comiche dei Futuristi....

di e con Valter Carignano, narratore e basso baritono. Con Marina Di Paola e Massimo Saracino, attori; Micaela Troglia Gamba, soprano; Michela Varda, pianoforte.

Brani Teatrali e Poesie di B.Brecht, K.Valentin, F.T.Marinetti, U.Saba, S.Quasimodo, A.Campanile

Musiche di K.Weil, F.P.Tosti, S.Gastaldon, G.Puccini.

Ma uno spettacolo comico per il Giorno della Memoria non è fuori luogo, quasi blasfemo?
Noi non lo crediamo, e la ragione è molto semplice. L'esistenza storica dei campi di concentramento è indubitabile, così come lo sono le sofferenze indicibili di centinaia di migliaia di sventurati. E' quindi giusto inanellare cifre, dati, soffermarsi sui particolari della conduzione dei lager e tutto quanto ne deriva.
Tuttavia, il primo campo di concentramento a Dachau fu fondato nel 1933, quando ancora la guerra era lontana, e quando la vita dei comuni cittadini si svolgeva in modo relativamente normale e ordinario, in Germania come in Italia. E la decisione di fondarlo - come tutto quanto avvenne dopo - era a sua volta frutto non soltanto della follia di alcuni pazzi, ma della storia e delle decisioni prese in seguito alla Prima Guerra Mondiale.
Crediamo che raccontare momenti di vita degli Anni '20 e '30, mostrare come si divertivano e vivevano le persone comuni in quegli anni, serva anche a far capire che quelle persone erano come noi, e noi come loro. E che quanto accaduto non fu una casualità mostruosa,  ma una concatenzazioni di eventi e scelte che potrebbero anche ripetersi. 
L'intolleranza e la volontà di dittatura e totalitarismo, di ogni parte politica o economica, non è purtroppo morta con la chiusura dei campi di concentramento.


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