















Anteprima: 23 aprile 2012 Libreria Feltrinelli,
Porta Nuova, Torino.
Elena Belforte, Valentina Pitrotto, Valentina Tinetto, Andrea Rampa; voci (allievi dei corsi superiori di canto moderno dell'Opera Rinata di Torino)
Trio Invisibili (Fabrizio Fortunato, chitarra e tastiere; Ivano Gruarin, chitarra; Ludovico D'Apollo, basso)ed Emanuele Ingrosso, chitarra; Andrea Zedde, basso.
Spettacolo originale di Valter Carignano. Comprende testimonianze, interviste, cronache e brani tratti dai libri di Lucio Dalla, e naturalmente molte delle sue canzoni più famose, tutte eseguite dal vivo da musicisti professionisti e da allievi dei corsi superiori di canto moderno dell'Opera Rinata di Torino.
Lo spettacolo è disponibile in diverse versioni, con organico completo o ridotto.
Le esigenze tecniche sono minime e di norma tutto quanto il necessario viene fornito da noi. Lo spettacolo può essere rappresentato all'aperto o al chiuso in teatri, sale, caffetterie teatrali, librerie. Per ogni info contattateci.
UN po' di storia
Non sono molti i cantanti che dedicano una canzone al proprio giorno di nascita. Lucio Dalla lo ha fatto, 4 marzo 1943. Ma da questa canzone del Festival di Sanremo del 1971 possiamo prendere spunto per individuare due elementi importanti non solo nelle canzoni ma evidentemente nella vita e nella sensibilità di questo artista, che poi in diverso modo lo accompagneranno per tutta la carriera: il legame con la propria famiglia, le proprie origini, con il proprio passato e le tradizioni; e la voglia di raccontare storie, allegre o tristi, che rendono molte delle sue canzoni come dei piccoli monologhi teatrali in musica (...)
Corso Buenos Aires (live Feltrinelli Torino 2012)
(...) Suona il clarinetto con diversi gruppi jazz e poi alla fine del 1962 entra nel gruppo dei Flippers con il quale si esibisce come strumentista e cantante per un po’ anche a Torino, al dancing Lutrario Le Roi di via Stradella.
A Torino firmai il mio primo contratto da musicista, non avevo ancora diciotto anni e il nostro complesso si chiamava I Flippers. Ci accordammo con la sala Lutrario Le Roi, a quei tempi un gruppo si esibiva nello stesso locale per molte sere di seguito e ciò mi permise di conoscere la città. I proprietari facevano parte di una Torino seria, ingessata, ai nostri occhi persino retrograda. Non sopportavano per esempio la mia abitudine di esibirmi senza calze; una sera me li dimenticai e mi pitturai i piedi così da farli sembrare dei calzini. (...)
Il Gigante e la Bambina (live Feltrinelli Torino 2012)
(...) Si tratta quindi di un passaggio dal jazz alla musica cosiddetta commerciale, e in un’intervista del 1979 lui spiega chiaramente i motivi, in primis economici
Da una parte non vivevo, non avevo soldi per vivere, e questo non è che mi piaceva. C’era un pubblico d’elite, che era un po’ un pubblico così, con la cacca sotto al naso....poi c’era poco spazio, non c’era possibilità di far concerti, e a me invece nel rapporto con la musica mi piaceva soprattutto il fatto di stare in mezzo alla gente, e la musica popolare era l’ideale in questo senso.
Ma come fanno i marinai (live Feltrinelli Torino 2012)
Sempre nella stessa intervista, alla domanda successiva: e dalla musica commerciale al cantautore? lui risponde
beh, era musica d’autore anche prima, non è che ci fosse questa gran differenza. Io a San Remo non vado più perché fa schifo, ma se fosse come si deve ci tornerei, se servisse al lavoro che faccio. Però se San Remo fosse una cosa corretta, ci si andrebbe. (...)
Canzone (live Feltrinelli Torino 2012)
(...) Abbiamo parlato prima della voglia di raccontare storie, questa voglia di sconfinare nella narrazione e nel teatro. E se guardiamo da questo punto di vista, allora tutto sembra farsi più chiaro: acquista senso il suo modo di accostare sillabe senza senso, in una parodia ormai completamente teatrale e affabulatoria dello scat, uno scioglilingua che non ha altra ragione di esistere se non se stesso e lo stupore che suscita.
L'Anno che Verrà (live Feltrinelli Torino 2012)
Tornando al discorso della vena narrativa e della curiosità e anche ecletticità dei gusti musicali, è facile parlare dell’amore di Lucio Dalla per l’Opera lirica. Un amore nato fin dall’infanzia e poi proseguito, per quel tipo di spettacolo che nei suoi momenti migliori unisce al massimo grado musica e teatro.
Lui dedica diverse canzoni al mondo dell’opera, scrivendo anche un’Opera-Pop sulla scorta della famosa opera di Giacomo Puccini, la Tosca.
Lupo: ...E’ un po’ come i tuoi occhi, che sono così belli e così grandi che, se mi guardi come mi guardi, diventano belli anche i miei.
Luna: Anche i tuoi occhi sono belli...ma stassera hanno come una nuvola dentro, e in fondo a loro vedo come una stanza buia. Ti prego, non dirmi che anche tu sei triste.

