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Domande e Risposte sul Canto


Valter Carignanoda trent'anni maestro di canto classico e moderno e vocal coach, con decine di allievi divenuti professionisti (qui potete vederne alcuni), risponde alle domande più comuni che gli sono state poste sul canto, su come cantare e come prepararsi al meglio, sia a livello amatoriale che professionale.

- Tutti possono cantare?
Voglio cantare. Ma quanto tempo ci metterò a imparare?
- Canto Classico e Moderno: che differenza c'è? Posso fare tutti e due?
- La respirazione. È davvero così difficile? Prima parte.

'Per Elisa' non fu scritta da Beethoven

Per Elisa è davvero uno di quei brani che conoscono tutti. Se in questo momento non riuscite ad associare questo titolo a una melodia, potete rinfrescarvi la memoria e ascoltarla qui.
Tutti pensano che sia stata scritta dal grande compositore tedesco Ludwig van Beethoven (1770-1827), e così è scritto sugli spartiti in vendita e nei programmi della sale da concerto di tutto il mondo.
Bene, recenti studi rivelano che la
Bagatella in la minore 'Für Elise' (questo il titolo completo) in realtà abbia un altro autore, risolvendo anche molti problemi già noti e che si era sempre scelto di ignorare. Vediamo perché.

Chi sarà mai questa Elisa? Innanzitutto, ci sono sempre stati molti dubbi su chi fosse questa donna cui Beethoven avrebbe dedicato il brano.
Nel 2009, il musicologo tedesco Klaus Martin Kopitz avanzava l'ipotesi che si trattasse della cantante Elisabeth Röckel, ma dopo appena un anno  questa ipotesi viene smentita e infine - nel 2012 - la musicologa canadese Rita Steblin afferma che potrebbe essere una ragazzina di tredici anni, Juliane Katharine Elisabeth Barensfeld, che studiava canto da Antonio Salieri e che si esibì in qualche concerto con un amico di Beethoven.
Pare possibile - ma è soltanto un'ipotesi non suffragata da alcuna prova o evidenza - che la giovane studiasse anche pianoforte, e lo studiasse da Therese Malfatti, amica di Beethoven e della quale è abbastanza certo che il compositore fosse innamorato, date anche alcune lettere che le aveva scritto e che sono arrivate fino a noi.

Non ho capito bene, era innamorato di una e dedicava un pezzo a un'altra? Infatti. Se Beethoven era innamorato di Therese, perché dedicare un brano a una sua allieva e non a lei stessa? Oltretutto, una ragazzina di tredici anni i cui genitori avrebbero anche potuto preoccuparsi, data la fama di individuo un poco strano che aveva Beethoven.
E infatti alcuni sostengono che la didascalia originale apposta sullo spartito non fosse Für Elise ma Für Therese. I due nomi però non sono nemmeno tanto simili, non può trattarsi di un errore di scrittura che fa scambiare una lettera con un'altra o che la dimentica, come per esempio Marina o Maria.
E allora, essendo inverosimile che Beethoven abbia scritto un nome per un altro, chi cambiò il nome sullo spartito?
Torniamo indietro. Secondo quanto ci racconta l musicologo tedesco Ludwig Nohl, lui stesso nel 1865 scoprì in una collezione privata una copia di un manoscritto, sulla quale era scritto Für Therese. Ma Nohl - che lo copia a sua volta - pare si sbagli a trascrivere il nome e scriva invece Für Elise.
Ehm... uno trova un manoscritto di Beethoven e sbaglia a scrivere il titolo quando lo copia? Possibile? La cosa sembra non avere senso, così come non aveva senso che Beethoven avesse sbagliato nome, ma da questo nasce l'infinita serie di ipotesi su chi fosse questa Elisa. In pratica, tutte le ipotesi riportate fino a qui si fondano su questo inverosimile e fantomatico errore.
Il bello è che non possiamo verificare niente di tutto ciò, perché del manoscritto che Nohl dice di aver copiato si perdono subito le tracce, scompare misteriosamente così come viene trovato, e il manoscritto originale di Beethoven non è mai stato ritrovato.

Cioè, quello che aveva sbagliato a trascrivere il titolo ha pure perso l'originale? Ma dai...
Qualcosa non quadra. Ci ritroviamo quindi con un brano che tutti dicono sia di Beethoven, ma il manoscritto di Beethoven non esiste, e se esistesse avrebbe dedica non a Elisa ma a Teresa... insomma, sembra davvero un gran pasticcio.
Aggiungiamo un'altra notizia molto importante: né Beethoven, morto nel 1827, né nessun altro fino al 1865 parla o fa cenno in alcun modo a questo brano: non viene stampato e non viene mai eseguito in pubblico o privato, di fatto questo brano non esiste.
La cosa è molto strana. Si tratta di un brano molto orecchiabile, non difficile da suonare, adatto in definitiva a un bis di concerto, oppure a essere stampato e venduto a giovani e meno giovani pianisti dilettanti con buon profitto economico. Beethoven non navigava nell'oro, questo è noto, possibile non ci avesse mai pensato e nessuno sapesse niente di questo pezzo?

La soluzione. A fornircela nel 2103 è Paolo Chiantore, un musicologo milanese che compie una ricerca finanziata dal Musikon di Barcellona, ed è davvero una soluzione rivoluzionaria: Per Elisa non è di Beethoven. Analizzati tutti i dati storici riassunti in questo articolo, la risposta al mistero non può che essere che il compositore non scrisse mai questo brano, e che a scriverlo forse fu proprio colui che disse di averlo ritrovato e che lo pubblicò, lo stesso Ludwig Nohl. Che utilizzò - questo sì - frammenti e temi di Beethoven (contenuti per esempio nel manoscritto BH 116 conservato alla Beethoven Haus) ma che li elaborò secondo il proprio gusto e la propria abilità, dando origine a un brano certo orecchiabile ma che appare come una mosca bianca all'interno del catalogo beethoveniano.
Come per altri brani classici abbastanza famosi, di cui poi magari parleremo, chissà quanto tempo ci vorrà perché questa scoperta diventi di dominio pubblico.

© Valter Carignano


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