Approfondimenti

Giambattista Martini
Duetti da Camera
(1763)
Prima revisione assoluta di Valter Carignano sul manoscritto originale

Questa raccolta di duetti, che ebbe un notevole successo nelle corti europee, è formata da brani aventi in genere struttura a canone e imitativa, nella forma in due parti A-B. I testi di queste composizioni a due voci sono di Pietro Metastasio e sono composti di quartine o quintine,  spesso divisi in due parti. I versi usati sono quasi sempre ottonari, variamente rimati.
Da testimonianze dell'epoca (che ne fanno cenno in modo molto lusinghiero) e dalla natura stessa della scrittura possiamo desumere che i Duetti furono scritti per esecuzioni private all'interno di salotti nobiliari o anche collegi, anziché per esecuzioni pubbliche vere e proprie.
Dei dodici che compongono la raccolta, cinque sono per Soprano e mezzosoprano (Canto e Alto), due Soprano e Tenore, due Canto e Basso, tre per due Soprani. Le parti cantate rimangono all'interno di una estensione media di poco più di un'ottava, ma le voci medie o gravi (Basso e Alto) sfruttano in misura maggiore il registro acuto rispetto a quelle di Soprano o Tenore.
Lo spartito originale è composto da tre pentagrammi, due per le voci nelle rispettive chiavi di soprano, contralto, tenore o basso e uno per il basso continuo. Quest'ultimo non presenta indicazioni numeriche per la realizzazione delle armonie (molto chiare) se non in qualche caso in cui il discorso armonico  più complesso potrebbe prestarsi a differenti interpretazioni. La linea del basso è  semplice e aggraziata e se in qualche caso sottolinea il testo con alterazioni di passaggio  o particolari sequenze armoniche, per il resto svolge funzione di sostegno alle voci.
La linea vocale è fresca e immediata nella presentazione dei temi, ma non disdegna passaggi di una certa difficoltà da punto di vista dell'intonazione e dell'intreccio fra le parti.

Note del revisore
Si è lavorato sul manoscritto presente nella Biblioteca del Conservatorio di Bologna, edito anche da Forni in riproduzione anastatica. La scrittura  di Padre Martini è molto chiara sia nella parte testuale che in quella musicale e presenta poche difficoltà di lettura.
I brani possono essere eseguiti sia da solisti (come da destinazione originaria) che da gruppi corali. Tutte le variazioni apportate alla parte originale (appoggiature, variazioni, fioriture) sono state inserite in specifici righi in modo da essere immediatamente riconoscibili senza alterare quanto riportato dal manoscritto; allo stesso modo tutte le legature di fraseggio o espressione non presenti sul manoscritto sono in carattere tratteggiato anzichè continuo. Le legature tratteggiate nella parte del basso continuo non devono intendersi come obblighi di arcata da parte dell'eventuale strumento adibito a questa parte, ma soltanto come suggerimenti per un possibile fraseggio.
Il basso continuo è stato realizzato con il solo scopo di fornire un aiuto ai cantanti - qualora ne avessero la necessità. Ogni esecutore potrà decidere se mantenerlo così com'è o cambiarlo.

Attenzione:
a seconda della scheda grafica del Vostro computer, i files .pdf  seguenti potranno risultare più o meno definiti. Di norma la stampa dello stesso file non presenta però imperfezioni.

Duetto n. 1: O come spesso il mondo per Soprano e Mezzosoprano

Duetto n. 2: Che serena, che placida calma per due Soprani

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